Oggi, 13 Novembre, è la Giornata Mondiale della Gentilezza. Ne parliamo con Sabrina Ferrero, aka Burabacio, autrice e illustratrice di libri, diari e activity book per grandi e piccini che pubblica con la sua casa editrice, la Burabacio Edizioni.

Il suo percorso artistico ormai da diversi anni è intrecciato con la ricerca della meraviglia e la gentilezza. Con i suoi disegni e le sue parole cerca di costruire un mondo un pò più gentile in cui le persone vivono meglio, aiutandosi e sostenendosi.

Da più di due anni lavora al progetto: “SII GENTILE”, che definisce

“una grande riflessione sulla gentilezza concreta, sulle piccole cose e atteggiamenti che possiamo mettere in atto, spesso gratuitamente e con poco sforzo, per rendere il mondo un posto più confortevole per tutti”.

Oggi è la Giornata Mondiale della Gentilezza e tu ne sei una portavoce importante sui social grazie all’iniziativa del “SII GENTILE” che ha avuto un grande successo! Come e quando è nata questa idea? Ha degli sviluppi?

Il progetto “SII GENTILE” nasce il 12 dicembre del 2018 quando ho deciso di fare qualcosa di concreto per la mancanza di gentilezza che sentivo intorno a me ogni giorno. Spesso i miei progetti nascono da qualcosa di cui sento la necessità, tradurre quel che sento in colori e parole è una cosa naturale, che faccio spesso e che mi fa bene.

Giornata Mondiale della Gentilezza
La storia

Ero mamma di due gemelle da circa un anno e spesso mi capitava di pensare che sarebbe bastato pochissimo per vivere meglio: per strada mi sarebbe bastato che le macchine si fermassero sulle strisce pedonali o parcheggiassero meglio, che qualche passante mi tenesse la porta aperta per riuscire a uscire di casa col maxi passeggino gemellare (era così largo che non entrava in ascensore e non passava dal portone, ti lascio immaginare le acrobazie anche solo per mettere il naso fuori di casa) e vedere ricambiato il mio “buongiorno”.

Tutte quelle piccole pratiche di gentilezza e mutuo soccorso che non costano nulla, ma rendono la nostra città un posto più accogliente dove abitare. Il passeggino gemellare, così ingombrate, amplificava ogni minima difficoltà e probabilmente anche la mia sensibilità era amplificata.

Così un giorno ho scritto il mio primo “SII GENTILE”:

“Sii Gentile con chi incontri per strada: sorridi e sarai un momento bello nella vita di qualcun altro”.

Mi vergognavo molto a pubblicare sui social una cosa così, non so nemmeno spiegare bene il perché, ma lo feci e… magia! Si scatenò una grande reazione, tante persone commentarono, condivisero e mi scrissero in privato per raccontarmi quel che sentivano.

Mi accorsi, per la prima volta, che il desiderio di creare una comunità più gentile non era solo il mio. Ho scritto negli anni più di 100 “SII GENTILE” che spesso hanno portato un dialogo con tante persone: mi hanno scritto in pubblico, in privato, tanti sono stati portati nelle scuole di ogni grado, maestre, maestri, professori ed educatrici mi hanno spesso raccontato di leggerli agli/alle alunni.

Li trovi tutti qui: https://burabacio.wordpress.com/category/sii-gentile/

Dopo più di 100 “SII GENTILE” ho deciso che era il momento di dare una svolta e ho inaugurato un ciclo di interviste chiamato: “LA GENTILEZZA CHE CRESCE”, le trovate sul sito www.lagentilezzachecresce.it  

L’idea è di dare voce al buono che cresce, il famoso detto “fa più rumore un albero che cade della foresta che cresce” mi ha dato l’idea per essere un’amplificatrice di questa “foresta”.

Al momento però ho dovuto interrompermi, è un impegno molto grande che ho sostenuto da sola, gratuitamente, ma ora non riesco a conciliarlo con gli impegni lavorativi.

Spero di riprendere in primavera e di creare un piccolo team.

Sabrina Ferrero aka Burabacio
Cosa pensi dell’affermazione “La gentilezza è soltanto una forma di timidezza”?

Penso che non abbia senso! Ci sono persone timide che non sono affatto gentili e persone estroverse che lo sono. Spesso non abbiamo ben chiaro cosa è la gentilezza e ci facciamo confluire un calderone di cose: la cortesia e l’educazione, la debolezza, la gentilezza orientata a ottenere qualcosa, l’arrendevolezza, ecc.

La cortesia e l’educazione, seppur sempre gradite, non sono gentilezza, hanno più a che fare con la forma che non con la sostanza. Possiamo dire cose molto brutte, anche terribili, con parole educate.

Essere gentili invece parte dal cuore e dalla volontà di non nuocere al prossimo.

La gentilezza non è nemmeno arrendevolezza o debolezza, una persona può essere determinata e forte, ma gentile. La gentilezza fa bene a tutti, alle persone che abbiamo intorno, ma anche a noi e anche al pianeta, alla natura, ecc.

Quando si è gentili per scelta e davvero (non gentili per ottenere qualcosa, questo è opportunismo) non abbiamo un tasto di ON e OFF, non siamo gentili con le persone, ma cattivi con gli animali, gentili con chi ci sta simpatico e arroganti con chi ci sta antipatico.

La gentilezza coinvolge tutto perché riguarda il nostro modo di pensare e di rapportarci agli altri, per questo saremo gentili anche con noi stesse.

Come mamma di due gemelle e come illustratrice, senti di poter affermare che hai ricevuto più gesti di gentilezza o di indifferenza o… peggio ancora? Te ne ricordi qualcuno in particolare?

Difficile fare un bilancio, ho ricevuto gentilezza inaspettata, ma anche atteggiamenti aggressivi o indifferenza. Il progetto “SII GENTILE”, come ti dicevo, nasce proprio dalla mia esperienza di mamma. Sicuramente ho ricevuto molta indifferenza che spesso mi ha fatto soffrire.

Con il covid ho sentito un’ondata di odio verso i genitori. Appena chiuse le scuole era tutto un urlare “Adesso state a casa coi figli. Finalmente ve li guardate, la scuola non è un parcheggio”.

Spesso ho l’impressione che nelle nostre città non ci sia uno spazio per i bambini. Si fabbricano spazi delimitati e molto artefatti in cui possono stare, ma i bambini non sono considerati dei cittadini come gli altri. Piuttosto come qualcuno da far crescere in fretta e arginare.

Poi ci sono stati anche tanti gesti gentili che mi hanno commossa e che ricordo con gratitudine, sarebbe ingiusto dire che ho ricevuto solo indifferenza.

Come illustratrice vivo quel che vivono tutte le persone con una libera professione legata all’arte. Pochi strumenti per tutelarsi e tante persone che non si fanno scrupoli a copiare e rubare. Forse ti sorprenderà sapere che, anche adesso, i miei “SII GENTILE” vengono presi sui social e modificati. Viene cancellata la firma e pubblicati da persone, spesso professionisti, per parlare di gentilezza. Buffo vero? Queste persone evidentemente non credono nella gentilezza come valore (né tantomeno la praticano). Tuttavia cercano solo di ottenere facili contenuti da pubblicare e spesso ci riescono.

A parte questo, anche da illustratrice ho ricevuto tantissimi gesti gentili. Persone che mi spediscono taccuini per disegnare, che mi spediscono lettere (cartacee!) per ringraziarmi, e-mail che mi fanno piangere. Anche come illustratrice posso essere grata a tantissime persone che amano il mio lavoro e rendono le mie giornate più belle.

Raccontaci dei tuoi progetti futuri, se puoi, so che ne hai sempre vari in pentola e si avvicina il periodo natalizio..!

Ogni anno metto a disposizione un calendario dell’avvento gratuito legato alla gentilezza. Di progetti attivi ce ne sono diversi, ho ben due libri che bollono nel pentolone da disegnare e scrivere e delle iniziative che spero di riuscire a mettere in piedi.

Cosa ti sentiresti di consigliare alle lettrici che sognano di lasciare il posto fisso, ma poco stimolante, in un periodo incerto come questo e di buttarsi in un lavoro a partita iva, ma creativo e “da sogno”, almeno all’apparenza?!

Innanzitutto di piantare saldamente i piedi a terra perché la creatività quando esce dal sogno e diventa un lavoro non è più così “rose e fiori” e se non si fa attenzione si finisce per odiarla.

Tanti e tante artigiane e creative che vivono del loro talento lavorano moltissime ore al giorno e questo è da mettere in conto, c’è molto lavoro dietro ad un sogno che si trasforma in lavoro, però non è impossibile, io ne sono la riprova.

Mi hanno sempre detto che “coi disegni non si mangia” e per questo non ho mai nemmeno tentato la via dell’illustratrice fino ai 30 anni, facendo un lavoro che non mi appagava.

In realtà coi disegni si mangia e questo mio lavoro è diventato il lavoro di famiglia.

Giorgio, il mio compagno (l’oscuro magazziniere, ndr), si occupa dell’e-commerce, dei fornitori, della contabilità, delle spedizioni. Entrambi ci occupiamo di moltissime cose diverse. Consiglio di essere molto onesti su quanto siete disposti a lavorare e faticare per costruirlo.

Io ho iniziato questo lavoro quando già lavoravo come dipendente full time, per cui per cinque anni ho lavorato gran parte delle sere e tantissimi fine settimana, è stato davvero pesante a livello fisico e mentale conciliare due lavori, ma è stato fondamentale per mettere le basi per la mia attività futura.

Lavorare all’illustrazione come secondo lavoro è stato faticoso, ma ha avuto un aspetto positivo. Mi ha permesso di avere tempo per sperimentare senza l’ansia di dover subito guadagnare. Ho potuto imparare, studiare, dedicarmi a blog, social e a progetti che non hanno portato subito un rientro economico.

Se avessi lasciato immediatamente il mio lavoro dell’epoca per fare l’illustratrice avrei sentito molto di più la pressione del “creare qualcosa che si venda”. Avrei quindi dedicato meno tempo alla mia ricerca personale.

Se siete nella condizione in cui ero io, potete valutare di fare uno sforzo per dedicare del tempo (la sera, la mattina, in pausa pranzo, la domenica) alla vostra passione. Potete lavorate a costruire una community forte, se è importante per il vostro lavoro, e a costruire una presenza on line credibile e curata. Lavorate per imparare il più possibile.

Allo stesso tempo, però, non rimandate per sempre, a un certo punto bisogna scegliere.

Io la partita iva l’ho aperta quasi subito perché mi dava l’opportunità di presentarmi in modo più professionale alle case editrici. Mi incentivava a lavorarci sul serio e non nei ritagli di tempo. Avrei potuto sfruttare la ritenuta d’acconto, ma è stata una scelta che ho fatto io per prendere sul serio quel che stavo facendo.

Posso dirvi che lavorare con impegno e serietà paga, anche se spesso vi sembrerà di procedere troppo lentamente, e vi darà grande soddisfazione.

Trovate Sabrina su tutti i social più importanti, andate a sbirciare le sue pagine: sono sempre fonte di grandi spunti di riflessione e di bellezza!