Sabato 28 e domenica 29 marzo, il Tin – Teatro Instabile di Napoli ha accolto “Mater Purgatorii” di Francesco Mucci con Nunzia Schiano. La recensione.
Mater Purgatorii: trama e interpreti

Sabato 28 marzo alle 20:00 e domenica 29 marzo alle 18:30, il Tin – Teatro Instabile di Napoli accoglie “Mater Purgatorii“, un reading-monologo interpretato da Nunzia Schiano, diretto da Francesco Mucci, con sonorità curate da Niko Mucci.

 La rappresentazione della durata di circa 65 minuti conduce gli spettatori in un viaggio emozionale, immergendoli nelle profondità della sofferenza per la perdita e nella resilienza della maternità.

Cosa rimane di una madre quando il destino le sottrae un figlio?

La pièce affronta una domanda universale: cosa rimane di una madre quando il destino le sottrae un figlio? Attraverso un percorso che si dipana dalla Napoli popolare ai sobborghi texani, la narrazione intreccia racconti reali e figure storiche, come Eleonora Pimentel Fonseca. In questo modo, Mater Purgatorii trasforma il lutto in una esperienza collettiva: un “purgatorio terreno” che evidenzia insieme fragilità e forza del cuore umano.

La performance di Nunzia Schiano in “Mater Purgatorii”

Nunzia Schiano offre una performancemagnetica e intensamente coinvolgente, sostenuta da atmosfere sonore avvolgenti e intervallata da momenti di poesia, fra sonetti e lodi. Il ritmo drammatico si muove attraverso emozioni che incatenano la platea dall’inizio alla fine del soliloquio. Lo spettacolo pone l’accento sull’universalità del dolore, indipendente da confini geografici, culturali o sociali.

Mater Purgatorii rappresenta un’esperienza teatrale potente e consapevole, in cui parola e voce diventano uno strumento di riflessione intima, facendo del Teatro Instabile un autentico spazio per l’arte viva e la condivisione.

L’opera svela il lutto come un “purgatorio universale”, dove le differenze sfumano e l’animo individuale trova la propria vulnerabilità ed energia all’interno della condivisione. Atmosfere evocative accompagnano questa esperienza in un unico viaggio emotivo legato alla potenza del tormento materno e alla sospensione che ne deriva.

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