Un viaggio appassionante tra donne che hanno aperto strade quando il mondo non era ancora disposto a lasciarle passare. Le donne che sono arrivate “prima” raccontate da Manlio Lo Presti.

Con La prima donna che…, pubblicato da La Lepre Edizioni, Manlio Lo Presti costruisce una galleria di figure femminili che hanno infranto limiti, convenzioni e silenzi molto prima che il mondo fosse pronto ad ascoltarle.

L’idea è semplice solo in apparenza: raccontare donne che, per prime, hanno compiuto qualcosa di straordinario. Prime a scrivere, a combattere, a comandare, a inventare, a sopravvivere contro ogni previsione. Ma proprio in questa scelta rigorosa sta la forza del libro: non un elenco celebrativo, bensì una mappa della tenacia femminile attraverso i secoli.

Da Enheduanna, considerata la prima autrice della storia, alla piratessa Ching Shih che sfidò le grandi flotte mondiali; da Ljudmila Pavličenko a Hedy Lamarr, il libro attraversa epoche e continenti senza perdere ritmo né curiosità.

Uno sguardo curioso, mai paternalistico.

La sorpresa più interessante, forse, è proprio questa: il tono. Lo Presti evita quasi sempre la trappola della retorica celebrativa o del “caso femminile” trattato come eccezione folkloristica. C’è invece uno sguardo partecipe, colto, persino ammirato davanti a esistenze che sembrano romanzi d’avventura.

E in filigrana emerge una verità piuttosto evidente: la storia delle donne è stata raccontata troppo poco, troppo tardi e spesso da altri. Per questo colpisce vedere un autore uomo scegliere non di spiegare, ma di restituire spazio e voce a figure che la memoria collettiva ha lasciato ai margini.

LA PRIMA DONNA CHE…
Un libro da aprire ovunque (e da regalare).

La prima donna che… ha una struttura agile, quasi narrativa: brevi biografie che si leggono una dopo l’altra con crescente stupore. È il classico libro da sottolineare, da tenere sul comodino, da regalare a una ragazza giovane — ma anche a molti adulti convinti di conoscere già la storia.

Perché ogni pagina ricorda una cosa fondamentale: quasi nessuna conquista femminile è arrivata “naturalmente”. Dietro ogni prima volta c’erano ostinazione, rischio, talento e una certa dose di coraggio incosciente.

E forse è proprio questo il merito più bello del libro: trasformare nomi dimenticati in presenze vive, vicine, necessarie.

Link per l’acquisto: La prima donna che… – Lo Presti

Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter

Sostienici, clicca qui: PINK