Per secoli la letteratura ha raccontato donne travolte dall’amore, dalla società o dal destino. Oggi le protagoniste e le eroine dei romanzi sono spesso più libere, più ambigue, più combattive.

Non sono più soltanto figure romantiche o tragiche: sono ribelli, sopravvissute. Da Catherine Earnshaw a Katniss Everdeen, passando per Jo March, Briony Tallis e Lila Cerullo, l’evoluzione delle eroine letterarie racconta anche il cambiamento del nostro modo di guardare alle donne.


Le grandi eroine della letteratura dell’Ottocento vivono di sentimenti totali. Non conoscono mezze misure: amano, soffrono, sfidano il mondo intero pur di restare fedeli a ciò che sentono. Catherine Earnshaw, in Cime tempestose, è forse una delle figure più emblematiche di questa intensità. Il suo amore per Heathcliff è oscuro, potente, quasi selvaggio. Non è una storia romantica nel senso tradizionale: è una forza che distrugge e trascina tutto con sé.


Anche Anna Karenina appartiene a questo universo emotivo senza compromessi. Quando decide di seguire l’amore per Vronskij, sa di andare contro la società, la famiglia, le convenzioni. Ma nei romanzi dell’Ottocento il prezzo della libertà femminile è altissimo, e spesso coincide con la tragedia.


Il primo gesto di ribellione.

Alla fine dello stesso secolo, però, qualcosa cambia. Alcune protagoniste iniziano a immaginare una vita diversa da quella prevista per loro. Ad esempio, Jo March, la protagonista di Piccole donne, è una delle prime eroine letterarie a dichiarare apertamente il proprio desiderio di indipendenza. Vuole scrivere, lavorare, costruire il proprio futuro senza essere definita soltanto dal matrimonio. Jo è impetuosa, ironica, piena di energia. Non rappresenta una tragedia ma una possibilità: quella di una donna che prova, con determinazione, a inventare il proprio posto nel mondo.


La coscienza e il peso delle scelte.

La letteratura contemporanea, poi, complica ulteriormente il ritratto delle sue protagoniste. Le eroine non sono più soltanto vittime o ribelli: diventano delle vere e proprie coscienze attraversate dal dubbio. Briony Tallis, in Espiazione, è una figura profondamente ambigua. Da bambina compie un errore che cambierà per sempre la vita di altre persone. Da adulta cercherà di rimediare attraverso la scrittura, tentando di dare una forma alla colpa e al rimorso. In questo caso il conflitto non è solo sociale o sentimentale. È interiore. L’eroina contemporanea non cerca soltanto la libertà: cerca anche una verità su se stessa e combatte con i propri errori e sensi di colpa.


Combattere per vivere.

In altri romanzi, invece, l’eroina assume un ruolo ancora diverso: quello di chi lotta per sopravvivere. Un esempio è Katniss Everdeen, protagonista di Hunger Games. La sua figura non nasce come simbolo di ribellione. È semplicemente una ragazza che cerca di proteggere la propria famiglia. Ma le circostanze la trasformano in qualcosa di più grande: una figura capace di sfidare un intero sistema politico. Katniss rappresenta un nuovo tipo di protagonista femminile: attiva, strategica, pronta ad agire. Non aspetta che la storia accada. La cambia.

L’eroina senza modello.

Tra le figure più affascinanti della narrativa recente c’è anche Lila Cerullo, uno dei personaggi centrali di L’amica geniale. Lila è brillante, inquieta, imprevedibile. È capace di intuizioni straordinarie ma anche di gesti impulsivi e contraddittori. Non è assolutamente un modello morale né un simbolo perfetto. È, piuttosto, una donna complessa, piena di luce e di ombre. Ed è proprio questa imperfezione a renderla così potente sulla pagina. Le sue scelte non vogliono dimostrare o insegnare nulla. Sono semplicemente le luci e le ombre di una ragazza che cresce e si confronta con la complessità del mondo. Una ragazza che cade e si rialza.


Donne che guidano la storia.

Guardando queste protagoniste una accanto all’altra, emerge un cambiamento profondo. Le eroine della letteratura sono passate dall’essere simboli di passioni travolgenti a diventare individui sempre più complessi e sempre più vicini al nostro mondo. Oggi non devono incarnare un ideale né pagare necessariamente il prezzo della loro libertà. Possono sbagliare, cambiare, contraddirsi. Possono perfino riscrivere la storia in cui vivono.

E forse è proprio questo il tratto più moderno delle eroine contemporanee: non sono più soltanto personaggi memorabili. Sono donne che, pagina dopo pagina, imparano a essere protagoniste della propria vita.

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