Il compagno, romanzo d’esordio di Isabella Delle Monache è tra i 79 titoli in corsa per il Premio Strega, presentato da Lidia Ravera.
Pubblicato a novembre 2025, Il compagno è un romanzo sul potere di un incontro, sullo smarrimento di una generazione, su ciò a cui ci appigliamo per trovare un senso, su cosa significhi fare e non fare politica oggi, sull’amore, sul ricordo e sul peso che tutto ciò assume nelle nostre vite.
L’autrice esordiente Isabella Delle Monache è attrice, sceneggiatrice e narratrice curiosa. Laureata in Lingue e Civiltà Orientali, si diploma in Recitazione presso Teatro Azione e poi in Sceneggiatura alla scuola dell’ANAC Leo Benvenuti. E all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico.
Ha esordito come attrice nel film opera prima “Cuori puri” di Roberto De Paolis e ha collaborato, in qualità di sceneggiatrice e attrice, alle serie tv Mediaset dirette da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, “Colpa dei sensi” e “Se potessi dirti addio”. E al film “Francesca e Giovanni”, sempre diretto da Izzo e Tognazzi.

Ecco il racconto di Isabella, in esclusiva per Pink Magazine Italia.
Chiedermi cosa mi spinge a scrivere equivale a chiedermi cosa mi spinge a respirare: un impulso vitale, un istinto di sopravvivenza. La scrittura è il coltello con il quale frugo dentro me stessa, l’unico modo che conosco per affrontare ciò che vivo e ciò che mi circonda nel tentativo di renderlo universale, un’esperienza collettiva da condividere con il lettore.
È così che è nato Il compagno, dal desiderio di rielaborare alcune esperienze personali che mi hanno particolarmente segnata e nelle quali ho fin da subito intravisto enormi potenzialità di sviluppo, approfondimento e analisi, al fine di cogliere le verità più profonde che si nascondono tra le piaghe della vita, e che spesso, senza la scrittura, e di conseguenza la lettura, non saremmo in grado di vedere.
La voce di Elena.
Attraverso la voce di Elena e il movimento intermittente del suo pensiero e dei suoi ricordi, Il compagno porta avanti un riflessione continua sul potere di un incontro, sullo smarrimento di una generazione, sull’amore, sul ricordo, sull’impietoso scorrere del tempo e sul peso che tutto ciò assume nelle nostre vite.
E lo fa attraverso continui riferimenti culturali che accompagnano la vita dei due protagonisti diventando estensioni del loro sentire, e del loro amarsi. Elena e Diego, dopo essersi incontrati per caso su un treno, vivono infatti il loro amore in un tempo sospeso e circolare, dentro a un turbinio di passioni letterarie, cinematografiche e artistiche, che sono di oggi, ma anche di ieri.
Eppure, nonostante la condivisione di mondi immaginari così profondi, qualcosa finisce per allontanarli. Elena, che ha la pelle sottile, presto si accorge del vero tradimento di Diego: quello con la politica.
Diego è infatti un comunista rivoluzionario che nella militanza sembra trovare l’unico scopo, mentre Elena, emotiva e instancabilmente curiosa, nonostante la sua continua ricerca femminile e femminista di emancipazione, è innamorata dell’amore ed è soprattutto attraverso l’amore che cerca di trovare un senso, qualcosa che, come ha affermato Lidia Ravera, le riempia la vita o almeno la aiuti a viverla, con uno slancio forse possibile solo a vent’anni.
Perché alla fine, Elena e Diego non sono che due giovani alla ricerca del proprio posto nel mondo, in un’epoca dove tutte le certezze sono crollate e credere ancora in un ideale o in un sogno è forse già una rivoluzione.
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