Le Plurali pubblica Nuovo e vecchio mondo, una selezione di novelle e articoli a cura di Clara Stella per conoscere la voce di Clelia Pellicano e la sua esperienza di conferenziera e relatrice.
La casa editrice femminista Le Plurali pubblica una scelta degli scritti della nobildonna napoletana Clelia Romano Pellicano.
La condizione della donna, nel matrimonio e nei vari strati sociali della società sono il soggetto dei crudi ritratti d’epoca di Clelia Pellicano. Scritti in cui vengono smascherate ipocrisie e ingiustizie di un’Italia rurale e piccolo-borghese all’alba del Novecento.
Chi era Clelia Pellicano?
È stata una delle pioniere del femminismo italiano, nonché convinta europeista. Sfruttò la propria posizione sociale (era una marchesa) e le proprie capacità linguistiche (parlava perfettamente l’inglese e il francese) per partecipare a conferenze, promuovere il voto, l’istruzione e la dignità professionale delle donne.
Fu corrispondete a Roma per la rivista fiorentina “Nuova Antologia” , pubblicando inchieste sulle donne illustri in Calabria e sulle industrie e sulle operaie reggine nel 1907. Collaborò anche con la rivista “La Donna” di Torino, documentando il Congresso Internazionale Femminile di Londra come delegata del Consiglio Nazionale Donne Italiane (CNDI).
Nel 1910 scrisse la prefazione al libro La legge e la donna di Carlo Gallini – contenuta nella pregevole raccolta di Le Plurali – per sollecitare il Parlamento italiano a favore del voto femminile. Seguì, nel 1912, un impegno civile per favorire assistenza e trasporto dei malati, e nel 1914 intervenne a un congresso romano per ribadire la parità salariale tra donne e uomini.
«Ricordatevi voi donne d’ogni razza, d’ogni paese – da quelli dove splende il sole di mezzanotte a quelli in cui brilla la Croce del Sud – qui convenute nella comune aspirazione alla libertà, all’uguaglianza, strette da un nodo di cui il voto è il simbolo, ricordatevi che il nostro compito non avrà termine se non quando tutte le donne del mondo civilizzato saranno sempre monde dalla taccia di incapacità, d’inferiorità di cui leggi e costumi l’hanno bollate finora!»
Clelia Romano Pellicano

Nuovo e vecchio mondo.
Che cosa ci fa una nobildonna napoletana nell’Inghilterra di Virginia Woolf? Per il centenario dalla morte di una delle pioniere del femminismo italiano, Le Plurali ci propone di entrare nel secolo della belle époque con le parole di Clelia Romano Pellicano. Classe 1876, Pellicano vive a cavallo tra vecchio e nuovo mondo, come il titolo di una sua novella.
Dal piccolo borgo di Gioiosa Jonica, prende parte ai movimenti emancipazionisti e rappresenta la voce delle cittadine italiane ai primi congressi sul suffragio universale. Aprendo questo libro, scoprirete la vita e la voce di Clelia Pellicano con una selezione mirata di novelle e scritti giornalistici sulla sua esperienza di conferenziera e relatrice.
La condizione della donna, nel matrimonio e nei vari strati sociali della società, sono il soggetto di ritratti d’epoca, a volte crudi, a volte leggeri, in cui vengono smascherate ipocrisie e ingiustizie di una Italia rurale e piccolo-borghese all’alba del Novecento.
Il libro ha vinto il primo premio BookCiak Azione! sezione narrativa 2024
Attivismo.
“L’attivismo di Pellicano si esprime su molteplici fronti: dalla scrittura e dall’impegno politico come conferenziera e pubblicista, alla gestione illuminata, ecologica e attenta al benessere di operai e operaie della S.p.a. Calabro forestale dopo la morte del marito.”, si legge nell’ottima prefazione al volume a cura di Clara Stella. “D’altronde per la “nuova donna” del Novecento, Pellicano pensa a un mix di femminilità, bellezza, seduzione che si associ a una cultura non più superficiale né tanto meno nozionistica ma, al contrario, approfondita, affilata e aggiornata”.
Fortemente influenzata da Flaubert, Maupassant, Pirandello e Verga. i suoi racconti sono carichi di tensione sociale e moralità ambigua. Benedetto Croce elogiò particolarmente “Colpo di Stato” e “Schiave”. Clelia Pellicano fu una fra le prime donne italiane a intraprendere la carriera giornalistica. Sostenitrice convinta del suffragio femminile, dell’istruzione e della parità salariale, denunciò la violenza domestica e la discriminazione lavorativa delle donne.
La sua memoria fu a lungo oscurata, in parte a causa del contesto storico e politico che seguì la sua prematura scomparsa a soli cinquant’anni. Riscoprirla, risentire la sua voce, ovvero la voce di chi ha permesso e promosso un cambiamento nel nostro Paese e in tutta l’Europa, è un atto dovuto. Leggete Nuovo e vecchio mondo.
Link per l’acquisto: Clelia Pellegrino, Nuovo e vecchio mondo
Link alla casa editrice: Le Plurali
Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter
Sostienici, clicca qui: PINK





Comments are closed.