L’amore oggi a discapito del romanticismo non è una scoperta ma spesso un algoritmo progettato per risparmiare tempo. La nostra inchiesta.
Le App di incontri più famose sono esplose negli anni 2000. Piattaforme che sembrano cataloghi digitali dove c’è un’ampia possibilità di scelta. Basta fare swipe ossia sfogliare rapidamente perchè si pensa che il profilo successivo sia sempre migliore del precedente. I profili più popolari guadagnano like mentre gli altri finiscono in coda vittime di una gerarchia invisibile a cui si è aggiunta l’Intelligenza Artificiale che analizza la compatibilità emotiva attraverso i messaggi con il consenso degli utenti.
Come funziona l’algoritmo?
È diventato più frequente scambiare consigli sulle emoji più efficaci e/o sulle frasi che funzionano nel gruppo di amicizie. I filtri permettono di selezionare il partner in base alla posizione lavorativa, all’istruzione e i canoni estetici trasformando la ricerca dell’anima gemella come se fosse una selezione del personale. Non a caso molti utenti sono professionisti in carriera che dichiarano di non avere tempo per il corteggiamento tradizionale. Spesso invece dell’amore nascono amicizie durature o nel caso di liberi professionisti semplici opportunità di networking e nuovi clienti.
Esiste il Romanticismo?
Ma il romanticismo è morto davvero? Parlando con donne tra i trenta anni e i cinquanta anni sono emersi scenari sorprendenti. Le millenial sono stanche di questo gioco “usa e getta” e hanno iniziato a ribellarsi. Rifiutano la cultura dell’aperitivo “mordi e fuggi” che sfocia regolarmente nel ghosting (eliminazione di ogni contatto con conseguente sparizione).
In una società in cui l’uomo orami è assuefatto dalla “quantità”, queste donne hanno iniziato a cercare la qualità e il riconoscimento della propria unicità. Vogliono qualcosa di più. Hanno alzato delle barriere per proteggersi venendo spesso etichettate come “complicate” solo perché non si accontentano.
Le millenial.
Sta emergendo un profondo paradosso. L’emancipazione femminile è passata attraverso la conquista della libertà di dire “NO”: no ai matrimoni combinati, alle relazioni tossiche e alle molestie. Eppure, nell’era della disponibilità illimitata delle app, sembra che questa libertà di rifiuto sia visto come un difetto. Rivendicare il proprio valore, la propria dignità e il desiderio di un corteggiamento non è un passo indietro, ma la difesa di un’indipendenza conquistata col tempo e con fatica. Se pretendere rispetto significa essere “difficili” allora noi donne scegliamo consapevolmente di esserlo.
Le boomer.
Interessante invece vedere che c’è un inversione generazionale che riguarda il target delle cinquantenni. Le donne intorno ai cinquant’anni mostrano un entusiasmo diverso. Dopo lunghi matrimoni o relazioni stabili vedono nelle app un’opportunità per rimettersi in gioco velocemente saltando certi stadi del corteggiamento, per recuperare quella leggerezza che sentono di aver perso e che in alcuni casi non hanno avuto la possibilità di vivere.
Sta scomparendo il fascino dell’imprevisto. Si va all’appuntamento sapendo già grazie agli algoritmi il lavoro e gli interessi della persona. La magia di un incontro fortuito, di sguardi, improvvisazioni, imprevisti è la parte più bella che non si sa dove possa portare. L’attesa è la parte più interessante del gioco perché crea desiderio e aspettative. È un’insicurezza diversa rispetto a quella di qualcuno che si conosce già, in parte, e che può sparire facilmente facendo ghosting perché si è facilmente sostituibili.
Bisognerebbe introdurre nelle app elementi come il coraggio di farsi sorprendere, la pazienza dell’attesa e soprattutto la responsabilità emotiva verso chi abbiamo di fronte. Riscoprire il romanticismo significa smettere di trattare l’altro come un “mordi e fuggi” e tornare a considerarlo un mistero da svelare.
Non si tratta in conclusione di scegliere tra romanticismo e algoritmo come se fossero opposti. L’amore indipendentemente dallo strumento usato non può esistere senza il rispetto e la stima reciproca. Senza questi fondamenti anche l’algoritmo più sofisticato rimane qualcosa di freddo e automatico.
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