Un’indagine tra arte e mistero per riscoprire il genio che ha cambiato il Rinascimento. Alessandro Masi racconta Masaccio tra rigore storico, ipotesi sulla morte e rivoluzione dello sguardo.

Ci sono artisti che cambiano la storia dell’arte con una carriera lunga e stratificata. E poi ci sono quelli che la cambiano in pochi anni, quasi bruciando il proprio tempo. Masaccio appartiene alla seconda categoria: un genio fulmineo, morto a soli ventisei anni, attorno al quale il Rinascimento ha costruito un’aura di mistero che ancora oggi affascina studiosi e lettori.

Con L’opera perfetta. Vita e morte di Masaccio, Alessandro Masi (Neri Pozza) sceglie una strada narrativa capace di tenere insieme rigore storico e tensione investigativa. Il libro si apre come un’indagine: la morte improvvisa del pittore nel 1428, le voci di avvelenamento, le ipotesi mai del tutto chiarite. Ma presto diventa qualcosa di più profondo — un viaggio dentro la mente e lo sguardo di un artista che ha rivoluzionato il modo di rappresentare lo spazio e l’uomo.

Masi ricostruisce con precisione la breve parabola di Tommaso di ser Giovanni Cassai, restituendoci non solo il talento, ma anche il contesto umano e culturale in cui nasce la sua rivoluzione visiva. Le pagine dedicate alla Cappella Brancacci e alle Storie di San Pietro mostrano bene come Masaccio abbia trasformato la pittura in esperienza emotiva, facendo entrare lo spettatore dentro la scena attraverso una prospettiva nuova, concreta, quasi cinematografica.

Raccontare l’arte.

Il merito maggiore del volume sta forse proprio qui: nel raccontare l’arte senza irrigidirla in un linguaggio specialistico. L’autore smonta e ricompone i capolavori di Masaccio con lo sguardo di uno storico dell’arte, ma anche con la sensibilità di un narratore, lasciando emergere la modernità sorprendente di un artista che Leonardo da Vinci avrebbe definito autore di un’“opera perfetta”.

Il risultato è un libro che parla sia agli appassionati di arte sia a chi cerca una storia potente, fatta di talento, mistero e destino. Perché la vera domanda che attraversa queste pagine non è soltanto come sia morto Masaccio, ma perché la sua pittura continui a sembrarci così viva — e così contemporanea.

Una lettura che conferma ancora una volta la capacità di Neri Pozza di coniugare qualità editoriale e profondità culturale, offrendo al lettore un saggio che si legge con il piacere di un romanzo.

Link per l’acquisto: Masaccio – Masi

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