Un graphic novel intenso e delicato che restituisce voce a una delle artiste più complesse della Belle Époque. Tra passione, talento e ingiustizia, la vita di Camille Claudel diventa racconto visivo potente e accessibile.
Nella Parigi febbrile della Belle Époque, Camille Claudel emerge come una figura capace di incarnare insieme genio e fragilità. Troppo libera, il graphic novel pubblicato da Tunué firmato da Assia Petricelli e Sergio Riccardi, con la cura editoriale di Simona Binni, sceglie di raccontarla senza mitizzarla né semplificarla: il risultato è un’opera coinvolgente, emotiva, ma sempre rispettosa della complessità storica e umana della sua protagonista.
Il graphic novel segue Camille nel suo percorso artistico e personale, dalla determinazione quasi ostinata con cui sceglie la scultura — disciplina allora considerata terreno maschile — fino al rapporto intenso e tormentato con Auguste Rodin. La narrazione riesce a mantenere un equilibrio convincente tra dimensione sentimentale e affermazione artistica: l’amore non oscura mai il talento, e la figura di Camille resta al centro, con la sua ricerca di autonomia e riconoscimento.

Armonia e passione.
Uno degli aspetti più riusciti è il dialogo tra testo e immagini. Le tavole accompagnano con sensibilità la parabola emotiva dell’artista, restituendo la tensione tra luce e ombra che attraversa la sua esistenza: l’energia creativa, la libertà inquieta, ma anche il progressivo isolamento che la condurrà alla reclusione forzata. Senza scivolare nel melodramma, il racconto lascia emergere la violenza sottile di un’epoca incapace di accettare una donna troppo moderna per il proprio tempo.
Merita attenzione anche il lavoro degli autori. Assia Petricelli conferma la sua capacità di affrontare figure femminili complesse con uno sguardo narrativo empatico ma mai indulgente, mentre Sergio Riccardi costruisce un impianto visivo capace di rendere accessibile la materia storica senza perdere profondità emotiva. La cura della collana affidata a Simona Binni si percepisce nella coerenza del progetto: l’idea di utilizzare il fumetto (l’arte, per essere più precise) come strumento di divulgazione culturale e insieme di racconto umano trova qui una realizzazione particolarmente riuscita.
Troppo Libera?
Troppo Libera lascia la sensazione di un’opera pensata per avvicinare nuovi lettori alla figura di Camille Claudel, ma anche per offrire a chi già la conosce uno sguardo fresco e narrativamente efficace. Il merito principale sta nel trasformare una biografia dolorosa in un racconto vivo, capace di emozionare senza retorica.
In uscita il 24 febbraio 2026, Troppo libera è un graphic novel che unisce divulgazione e sensibilità narrativa, ricordandoci quanto spesso il riconoscimento delle artiste arrivi troppo tardi — e quanto sia necessario continuare a raccontarle, oggi più che mai.
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