L’assessora Rossella Centrone racconta la visione e i progetti che stanno ridisegnando il nuovo corso culturale della città, a partire dalla biblioteca, che diventa uno spazio vivo per lettori, studenti e comunità.
C’è una città, nel cuore della Lucania, dove la storia non è un ricordo da museo, ma una presenza vera che attraversa le strade, le piazze e le parole di chi la abita. È Venosa, la città in cui sono nata, il luogo dove ho imparato che la storia non è passato, ma materia viva. Un luogo in cui la tradizione dialoga da sempre con l’innovazione, fin dai tempi di Quinto Orazio Flacco, il suo più illustre concittadino, che già duemila anni fa raccontava il mondo partendo da queste pietre antiche.
La biblioteca.
La biblioteca civica dedicata a Monsignor Rocco Briscese ha sede nel suggestivo Castello Aragonese, uno dei simboli più riconoscibili di Venosa: una fortezza imponente che racconta secoli di storia e che oggi ospita anche il Museo Archeologico Nazionale, tra i più importanti non solo della Basilicata. Tra le sue mura antiche convivono così reperti millenari e scaffali di libri, in un dialogo continuo tra passato e presente che trasforma un edificio nato per difendere in un presidio di cultura aperto a tutti.
La biblioteca dispone di un patrimonio librario che si aggira intorno alle 20.000 unità bibliografiche, tra le quali circa 1000 volumi tra manoscritti e libri antichi (cinquecentine, seicentine, edizioni del XVIII secolo). Al suo interno è costituita la Sezione Oraziana, con circa 500 volumi e 240 microfilm donati dalla Regione Basilicata nel 1992 in occasione del Bimillenario della morte del Poeta Quinto Orazio Flacco. Conserva, inoltre, la raccolta completa delle leggi e dei decreti del Regno delle due Sicilie, oltre alla collezione delle prammatiche ferdinandee del XVIII secolo.
Oggi, in questo spazio suggestivo e affascinante, la cultura torna a essere motore di comunità e di futuro. Ne parliamo con l’assessora Rossella Centrone, impegnata nel rilancio della biblioteca comunale come spazio vivo, aperto e contemporaneo.

L’assessora Rossella Centrone.
Rossella Centrone con la sua città ha costruito un legame che non è soltanto anagrafico, ma profondamente culturale e civile. Oggi è assessora alla Cultura, al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo del Comune, incarico assunto nel giugno 2024 nella giunta guidata dal sindaco Francesco Mollica, dopo un percorso già avviato come consigliera comunale e segnato da una presenza costante nella vita pubblica e associativa del territorio.
Negli anni ha affiancato all’impegno istituzionale una partecipazione attiva alle iniziative culturali e sociali della comunità, collaborando alla promozione di eventi, progetti legati alla lettura e alla valorizzazione del patrimonio storico cittadino. Un lavoro discreto ma continuo, che si è riflesso anche nel suo ruolo di presidente del Rotary Club di Venosa nel biennio 2023-2024, esperienza attraverso la quale ha rafforzato il dialogo tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Nel suo modo di intendere la cultura non c’è solo l’idea di conservare la memoria, ma soprattutto quella di creare occasioni di incontro, crescita e partecipazione. La biblioteca, gli eventi, le collaborazioni con scuole e realtà creative diventano così strumenti per costruire comunità, mettendo in relazione passato e presente. Un approccio che rispecchia lo spirito stesso di Venosa: una città antica, ma capace di rinnovarsi, dove la storia continua a dialogare con il futuro.

Il nuovo allestimento della biblioteca comunale rappresenta un investimento importante per la città. Qual è la visione culturale dietro questo progetto e che nuovo ruolo immagina per la biblioteca nella vita quotidiana dei cittadini, soprattutto dei più giovani?
Il nuovo allestimento della Biblioteca Comunale di Venosa nasce da un’idea molto chiara e sentita: restituire alla città un luogo che non sia solo uno spazio fisico, ma un’esperienza culturale e umana. La biblioteca deve tornare a essere un posto in cui sentirsi accolti, dove fermarsi, incontrarsi, immaginare. È un investimento che parla soprattutto ai più giovani, ai quali vogliamo offrire un ambiente stimolante, capace di accendere curiosità e creare voglia di sperimentare. Immaginiamo una biblioteca che accompagni la crescita delle persone, che diventi parte della loro quotidianità e che rappresenti un punto di riferimento affettivo oltre che culturale.
In un’epoca dominata dal digitale e dai social media, come pensa che una biblioteca pubblica possa restare un luogo vivo, attrattivo e necessario, capace di creare comunità e non solo di custodire libri?
Proprio perché viviamo immersi nel digitale, oggi più che mai abbiamo bisogno di luoghi reali di incontro e di relazione. La biblioteca può e deve essere questo: un luogo dove le storie tornano a essere condivise, ascoltate, vissute insieme. Le letture ad alta voce, gli incontri con autori emergenti, i laboratori e i momenti di confronto trasformano i libri in ponti tra le persone. Il titolo di Venosa Città che legge, l’adesione al Patto per la Lettura e i progetti Un pozzo di libri e Borgo d’Autore – Festival del libro finanziati rappresentano un grande motivo di orgoglio. La scelta di candidare Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, a distanza di 250 anni dalla sua nascita, è un gesto simbolico ma potente: dimostra che i classici continuano a parlare al presente e che la lettura è ancora capace di emozionare, unire e creare comunità.
Guardando al futuro culturale di Venosa, quali sono le priorità dell’assessorato e in che modo si potrà dialogare con scuole, associazioni e realtà creative del territorio?
Il futuro culturale di Venosa si costruisce insieme, passo dopo passo, con ascolto e condivisione. La priorità dell’assessorato è creare una rete viva, fatta di scuole, associazioni, operatori culturali e cittadini, in cui ognuno possa sentirsi parte attiva. Vogliamo una cultura che non resti chiusa nei luoghi istituzionali, ma che esca, incontri le persone, valorizzi i talenti e le energie del territorio. Crediamo fortemente che investire nella lettura, nella creatività e nei giovani significhi investire nell’anima stessa della città. Venosa ha una grande storia, ma soprattutto ha un grande futuro culturale da scrivere insieme.
Il cuore silenzioso che fa vivere la città.
La biblioteca, oggi, non è più soltanto uno scaffale ordinato di volumi: è un luogo di incontro, un laboratorio di idee, una piazza silenziosa dove le generazioni si incrociano e le storie continuano a nascere. Se la cultura è il respiro profondo di una città, Venosa sembra voler tornare a respirare a pieni polmoni, proprio a partire dai libri. E forse non c’è omaggio più coerente alla lezione di Orazio: costruire il futuro senza dimenticare la forza delle parole.
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