Tra gli appuntamenti vi segnaliamo lo spettacolo-reading Semplicemente…Pasolini di e con Patrizia Casagrande, in scena domenica 26 ottobre 2025 ore 18.00 presso il Teatro Sala Vignoli al Pigneto a Roma.
Prosegue l’interessante programmazione del Festival RUN-Il Festival che fugge dal centro, un ambizioso progetto promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, vincitore dell’Avviso Pubblico “Roma Creativa 365 Cultura tutto l’anno” in collaborazione con Zetema Progetto Cultura.
Patrizia, il 26 ottobre porterai in scena “Semplicemente…Pasolini”, un omaggio a Pier Paolo Pasolini nell’anno che ricorda i 50 anni dalla sua scomparsa, scritto, diretto e interpretato da te…di cosa si tratta?
Vuole essere un omaggio senza filtri alle parole e ai concetti espressi da Pasolini nel corso delle sue tante interviste. Il fatto che, per sua stessa ammissione, non amasse essere intervistato ma lo accettasse comunque per una sorta di “debolezza”, “perché non so dir di no, perché penso che forse è utile”, mi ha spinto a voler ridare forza alla possibile “utilità” delle sue parole riportandole fedelmente all’interno di questo reading teatrale.
Cosa ti colpisce della poetica di Pasolini e quali messaggi vuoi trasmettere con il tuo spettacolo?
Credo che la complessità del pensiero e del “sentire” di Pasolini mai come oggi serva a farci riflettere su alcune dinamiche e su alcuni princìpi che lui aveva già anticipato con grande lucidità e coraggio, come la libertà di stampa e di pensiero, il ruolo della donna, la funzione manipolatoria dei mezzi di comunicazione, “la macchina del fango” e che non solo non si sono risolti, ma sono invece esplosi con drammatica attualità.
Perché un autore e un regista come Pasolini non va dimenticato?
Perché, a mio avviso, è stato rivoluzionario nel voler cercare di riprodurre la realtà nella sua poetica intrinseca, senza cercare di mistificarla attraverso tecniche artificiose di immagine, di regia o di parola. È la celebrazione della vita senza filtri, in tutte le sue sfaccettature e soprattutto senza giudizi o pre-giudizi.
Anche Pasolini ha origini del NordEst d’Italia come te…quali sono gli sguardi pasoliniani che senti più vicini ai tuoi?
“Io nel mio intimo sono una persona tumultuosa e cerco di dar sfogo a questa mia inquietudine sia nel cinema che nei romanzi e nella poesia”. Sono le parole pronunciate da Paolini nel corso di un’intervista. Diciamo che fin da giovane mi sono riconosciuta nel suo “tumulto interiore”, nell’attaccamento alla sua terra e alle sue radici, ma contemporaneamente nel suo “bisogno” di spezzare questo legame per entrare in tante realtà, per ritrovare altre poetiche, per affermare la propria libertà di vivere.
Uno spettacolo che si inserisce all’interno di “Run – Il Festival che fugge dal centro”, sappiamo quanto la periferia stesse a cuore a Pasolini e soprattutto il quartiere Pigneto, qual è l’emozione di portare le sue parole in un quartiere così importante per lui?
È un’emozione grandissima. Quando tanti anni fa decisi di portare Pasolini e le sue opere come argomento del mio esame di maturità, mai avrei pensato un giorno di potergli dare voce anche su un palcoscenico. Ero emozionata a diciott’anni e lo sono tuttora.
La stagione teatrale è appena cominciata…cosa bolle in pentola?
Sono appena rientrata da Milano dove abbiamo portato in scena una commedia molto divertente, dopo il successo della stagione teatrale romana. Mi aspettano altre date in giro per l’Italia, altri progetti sia cinematografici che teatrali ancora top secret e tanti mesi di laboratori teatrali con i miei allievi, parte della mia vita professionale per me fondamentale e che amo tantissimo.
Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter
Sostienici, clicca qui: PINK





Comments are closed.