Maxton Hall si muove in un territorio affascinante e complesso: il romance adolescenziale, amatissimo dal pubblico femminile ma spesso pieno di dinamiche ambivalenti. La serie offre spunti interessanti, alternando scelte progressiste a scivoloni nei vecchi cliché romantici.
È ufficiale: Maxton Hall non è solo la serie preferita delle quindicenni armate di braccialetti friendship e sogni a forma di cuore. Piace anche alle loro mamme. Alcune fingono di guardarla “per controllare i contenuti”, altre si siedono accanto ai figli “solo per vedere di che si tratta”, altre ancora… non fingono affatto e se la godono dal primo minuto.
Ma cos’è Maxton Hall? Si tratta di una produzione tedesca (UFA Fiction) per Amazon Prime Video, nata come adattamento della trilogia di romanzi di Mona Kasten — un adattamento quindi delle pagine di un libro a serie tv.
Perché questa serie, all’apparenza un classico teen drama, ha catturato un pubblico più ampio e trasversale?
1. Perché ci ricorda com’era avere diciassette anni (con meno smartphone e più immaginazione).
Guardare Maxton Hall è una specie di viaggio nel tempo: ci riporta a quell’età in cui ogni sguardo durava tre secondi di troppo, ogni parola sembrava una dichiarazione d’amore, e ogni porta che si chiudeva faceva pensare al destino.
Le donne adulte la guardano e, all’improvviso, si ritrovano nella versione più giovane di sé: la ragazza che teneva un diario pieno di cuori, che si innamorava del compagno di banco e che credeva che la vita fosse un romanzo.
2. Perché Ruby è l’eroina che vorremmo tutte essere (o ritrovare).
Ruby è intelligente, sensibile, caparbia, non si lascia schiacciare dai privilegi altrui e non si scusa mai per il suo valore.
Questo la rende un modello positivo, specialmente per giovani spettatrici. Ruby rappresenta l’idea femminista della competenza come potere: il suo valore non deriva dalla bellezza o dalla seduzione, ma dall’intelligenza e dalla resistenza.
Ruby Bell: empowerment o modello di virtù sacrificata?
Ma… la sua forza viene spesso narrativamente premiata solo attraverso l’attenzione maschile (James). Il messaggio rischia di essere: sei eccezionale, ma il climax emotivo sarà sempre l’amore. È un limite comune nel romance, dove il percorso esistenziale della ragazza converge verso la relazione, non verso l’autodeterminazione.
Il contesto in cui si muove la serie non punisce però Ruby per la sua ambizione, anzi la valorizza.
3. Perché l’amore, se raccontato bene, non ha età.
Il romanticismo non è un muscolo che si atrofizza con il tempo: al massimo diventa più selettivo.
Maxton Hall funziona perché parla dell’amore come se fosse un elemento naturale, una corrente che ti trascina senza permetterti troppe analisi.
Il trope del “bad boy redento”: mito romantico o costrutto patriarcale?
James è il classico “rich, cold, complicated boy” che si scioglie grazie alla purezza di Ruby. Il “salvataggio emotivo” è un lavoro non retribuito delle donne, nella finzione come nella vita. In una serie per adolescenti, questo modello resta rischioso: insegna a riconoscere la tossicità come romanticismo.
Ma... La serie evita l’iper-sessualizzazione delle protagoniste, al contrario di molti teen drama americani: i corpi femminili non sono trattati come oggetti, il desiderio maschile non domina la regia. E l’attenzione è sulle emozioni, non sulla “sexual appeal”.
È un punto a favore: le adolescenti vedono una rappresentazione più sana del corpo e del desiderio.
4. Perché ogni tanto è bello sognare senza troppi pensieri.
Non servono allegorie complicate, né plot twist scolpiti nella roccia. Basta una scuola d’élite, due protagonisti agli antipodi, un bacio ben piazzato, qualche dramma da manuale e… la magia è fatta.
In un mondo che chiede costantemente di essere brillanti, informati, performanti, Maxton Hall offre l’unica cosa che manca disperatamente a tutti: un’ora di sospensione, un soffio di leggerezza, un po’ di zucchero senza sensi di colpa.
5. Potere e classe: la serie è femminista quando parla di privilegio.
Una delle parti più riuscite è la critica al sistema di classe: Ruby è outsider, James e il suo mondo incarnano il potere ereditario.
La serie mostra bene: la violenza simbolica del privilegio, la superiorità economica come arma e l’esclusione sociale delle ragazze di origine modesta
6. Romantico non significa antifemminista
Non va mai dimenticato: il femminismo non è l’abolizione del romance, ma la libertà di viverlo senza gabbie narrative patriarcali.
Maxton Hall piace, anche alle donne adulte, perché: mette al centro i sentimenti delle ragazze e dà spazio al desiderio femminile senza colpevolizzarlo, offrendo una narrazione emotiva in cui l’amore è un valore, non una debolezza
7. Una serie piacevole ma non rivoluzionaria.
Maxton Hall non è un manifesto femminista, ma neppure l’opposto.
È un prodotto ibrido: progressista nei personaggi femminili, ma conservatore nella dinamica amorosa. Forse solo un po’ pigro nei cliché romantici, ma emotivamente onesto nell’affrontare la vulnerabilità.
È femminista nella misura in cui concede alle ragazze il diritto di essere protagoniste dei propri desideri — ma resta vittima dei meccanismi narrativi del romance mainstream.
Forse Maxton Hall piace così tanto alle donne adulte e non solo alle adolescenti non perché è una serie fatta per loro, ma perché parla a una parte di loro che non hanno mai smesso di ascoltare.
La parte romantica, ribelle, quella che ancora crede che l’amore possa essere un terremoto buono e che ogni tanto meritiamo di perderci in una storia che ci fa sentire di nuovo… giovani.
Che poi, diciamolo: quando la fantasia è ben scritta, ben recitata e ben fotografata, l’età smette di essere un problema. E ci resta solo il piacere.
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