Troppo spesso si parla di femminicidio in maniera impropria. Ma il femminicidio è un reato ben preciso, che si differenzia dall’omicidio per diverse ragioni, vediamo insieme quali.

Sul femminicidio si parla a volte senza conoscere bene il significato anche giuridico della parola. Partiamo dalle definizioni ufficiali, il lemma Femminicidio appare per la prima volta sul vocabolario della lingua italiana nel 2008. Ma è un termine che nasce qualche anno prima.

Femminicidio (feminicidio), s. m. Uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale.

Treccani

Roberto Lodigiani, il 17 gennaio 2008, sul quotidiano La Stampa di Novara, a pagina 65 scriveva: “Un termine forte ma che rende l’idea: «femminicidio». È l’olocausto patito dalle donne che subiscono violenza: da Nord a Sud, per aggressioni domestiche o fuori di casa, per casi meno eclatanti o finendo all’ospedale quando non al cimitero. Per mano di famigliari, compagni, congiunti, per lo più.”

Michela Murgia.

L’ho uccisa perché l’amavo”. Falso!, (Laterza) il pamphlet di Michela Murgia e Loredana Lipperini comincia con un elenco lunghissimo di numeri di decessi di donne.

Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei lo ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi, gridavano Murgia e Lipperini. Dobbiamo trovare noi le parole.

Ed è diventata una battaglia. Perché il linguaggio è importante quanto le leggi stesse, se non di più. Perché nel linguaggio si trovano le chiavi per aprire la mente della società, perché nel linguaggio si trova la vera libertà di espressione.

Michela Murgia ci ha insegnato che il temine femminicidio non indica il sesso della morta ma la ragione per la quale è stata uccisa. Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio. Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne.

Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto. Dire femminicidio ci dice anche il perché.

Michela Murgia

Michela Murgia sottolinea che il femminicidio non è semplicemente l’uccisione di una donna, ma un atto che rivela una struttura patriarcale dove le donne sono soggette a ruoli rigidi e controllo. Per Murgia, è il risultato di un ordine sociale che impone aspettative di sottomissione e controllo, e non è solo un problema penale, ma un fenomeno più ampio che coinvolge la società nel suo complesso

La legge.

Che cosa prevede la legge contro il femminicidio?

La “legge sul femminicidio” in Italia si riferisce principalmente alla legge n. 119 del 15 ottobre 2013, che ha modificato e integrato il Codice Penale con specifiche disposizioni per contrastare la violenza di genere e il femminicidio. Più recentemente, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che introduce formalmente il reato di femminicidio nel Codice Penale. 

La Legge n. 119/2013 (c.d. “legge sul femminicidio”) ha introdotto:

Aggravanti per i maltrattamenti in famiglia, con l’inasprimento delle pene per i maltrattamenti in famiglia commessi dai coniugi o ex coniugi. 

Nuove ipotesi di violenza sessuale, con l’inasprimento delle pene per la violenza sessuale consumata ai danni di donne in stato di gravidanza o in situazioni di particolare vulnerabilità. 

Misure per la tutela delle vittime, con misure di protezione e assistenza per le vittime di violenza di genere. 

Il “Codice Rosso”.

Con l’espressione “Codice Rosso” si fa riferimento alla Legge 19 luglio 2019, n. 69, entrata in vigore il 9 agosto 2019, che ha introdotto misure urgenti per la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere

Questa legge ha introdotto misure urgenti per la tutela di chi subisce maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori, lesioni e altri reati connessi a contesti familiari o di convivenza. In sostanza, il Codice Rosso si propone di accelerare la risposta giudiziaria e di fornire maggiori strumenti di protezione alle vittime di violenza. 

Il disegno di legge per l’introduzione del reato di femminicidio (approvato il 7 marzo 2025) prevede:

Definizione di femminicidio. L’omicidio di una donna motivato da odio di genere, discriminazione o tentativo di reprimere i suoi diritti. 

Pena per il reato di femminicidio. Ergastolo. 

Inasprimento delle pene per reati correlati. Inasprimento delle pene per reati come il maltrattamento in famiglia e stalking. 

Articolo 577-bis. – (Femminicidio)- Chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di discriminazione o di odio verso la persona offesa in quanto donna o per reprimere l’esercizio dei suoi diritti o delle sue libertà o, comunque, l’espressione della sua personalità, è punito con l’ergastolo. Fuori dei casi di cui al primo periodo, si applica l’articolo 575. Si applicano le circostanze aggravanti di cui agli articoli 576 e 577.

Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter

Sostienici, clicca qui: PINK