Alcooltest il nuovo film di Stefano Usardi, in sala dal 15 ottobre 2025, è un racconto intimo e profondo, un viaggio introspettivo sulla condizione umana, sui legami che ci uniscono e sui sogni che ci accompagnano nel corso della vita. Abbiamo intervistato in esclusiva Vanda Colecchia, una delle protagoniste del film.
Accanto al protagonistadel film Alcooltest, Drupi, per la prima volta sul grande schermo, c’è la giovane e talentuosa attrice Vanda Colecchia, che abbiamo avuto il piacere di incontrare in occasione dell’anteprima stampa a Roma presso il Nuovo Cinema Aquila.
Vanda, nel film Alcooltest interpreti la giovane Sofia… parlaci del tuo personaggio, che personalità ha e come interagisce con gli altri?
Sofia è un’abitante dello stesso piccolo paese in cui vivono quasi tutti i personaggi del film. Desidera, per sé stessa e non solo, un cambiamento, parola generica come il suo apparente modo di agire, ed è mossa dall’ingenuità di chi non ha ancora messo bene a fuoco l’oggetto da cambiare. Con gli altri interagisce facendo del bene alle persone che ama.
Che rapporto ha Sofia con Sergio, il personaggio interpretato da Drupi?
Sofia e Sergio sono legati da qualcosa di precedente che viene lasciato piuttosto irrisolto, nel film non si raccontano le origini del loro rapporto. Si vedono gli effetti di quell’origine. L’affetto di Sofia per Sergio è mosso da un andare verso l’altro, senza pudore.
Come è stato lavorare con Drupi? Un indimenticabile artista della musica italiana?
L’autenticità del film dipende anche dalla presenza di Drupi. La sua musica appartiene ai ricordi di una generazione di cui non faccio parte, eppure la sua voce la conoscevo. Recitare insieme a qualcuno che hai già incontrato, in modo frammentario come può esserlo un causale ascolto in radio, è un’esperienza buffa.

Quanto c’è di Vanda in Sofia?
Sofia proviene da un paese piccolo e io sono di Roma, eppure condivido il desiderio di cambiamento, di evasione. Questo mi ricorda la facilità di assuefarsi alle proprie condizioni di vita.
Com’è andata la lavorazione? Com’era la vita sul set capitanato da Stefano Usardi?
Abbiamo vissuto per un mese a Lentiai, un paese vicino Belluno che è stato anche il set del film. Il regista Stefano Usardi è di lì, credo si percepisca guardando il film perché l’ambiente viene trattato con familiarità ma non solo. C’è una contraddizione identitaria rispetto al proprio luogo di nascita. Stefano è riuscito a guidare un set gioioso, se ripenso a quel periodo mi sento felice.
A un certo punto del film Sofia fa una scelta che cambierà i suoi progetti di vita… qual è la sua reazione?
Quella di chi si trova a dover gestire una situazione inaspettata, che col tempo si rivela essere non proprio così inaspettata.
Per te, invece, che tipo di rapporto hai con i repentini cambi di rotta?
Sono spesso grata ai cambi di rotta.
A quali altri progetti stai lavorando?
Sono sul set di un film che si gira tra Roma e la Sardegna, e in prova con uno spettacolo a teatro di Giacomo Bisordi che debutterà a dicembre al Teatro India di Roma, si intitola “Misura per Misura” di William Shakespeare.
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