Avete mai visto qualcuno volare su un palco a venti metri di altezza? Nel mondo dello spettacolo e delle performance artistiche è conosciuta con l’evocativo nome di Jacqueline Likò, ma nella vita di tutti i giorni, per gli amici e la famiglia, è Marina ed è con questo nome che l’ho conosciuta anche io.

Avvolta nei suoi strepitosi abiti di scena, molti dei quali realizzati da lei, insieme al suo compagno Wagner, ha creato il duo Sky Skaters e calcato i palchi più importanti del mondo, tra cui quello di America’s Got Talent e di Tu sì che vales: una vita divergente, la loro, dedicata all’arte, fatta di viaggi continui, mille esperienze, ma anche duro allenamento e sacrifici.

Ed è questo che voglio chiederle: qual è il prezzo che paga ogni giorno per realizzare un sogno così grande? Perché consacrare la propria vita all’arte, allo sport o alla disciplina acrobatica, viaggiare per il mondo e avere mille storie da raccontare, è qualcosa che molti desiderano, ma che pochi hanno la volontà, o il coraggio, di voler realizzare. Perché per realizzarli, i sogni, occorre sempre pagare un prezzo: come nelle fiabe.

E, in effetti, basta parlare al telefono qualche minuto con Marina per avere un assaggio di questi racconti. 

Gli Sky Skaters: i pattinatori del cielo.

Riesco a rintracciarla qualche giorno prima di Natale. Lei è appena tornata da Milano ed è in partenza per la Spagna. Tornerà solo un mese più tardi, per poi ripartire nel giro di una decina di giorni. Ed è in quella concitata settimana che riesco a organizzare un’intervista a Roma, sfruttando una delle rare giornate di sole di questo inverno. 

Marina si presenta con un trucco leggero e un look curato; spicca per i suoi capelli rosso fuoco che bucano la telecamera e, spesso, sono parte integrante della coreografia.

Me ne parla con gli occhi che le brillano di passione, delle loro coreografie, perché Marina e Wagner sono i pattinatori del cielo, gli Sky Skaters: hanno inventato una nuova disciplina che unisce il pattinaggio acrobatico con le performance aeree. Parte da terra, si sviluppa in aria sfiorando i 20 metri di altezza, l’equivalente di un palazzo di 6 piani circa, per intenderci, e si conclude sul palco. 

Uno spettacolo mozzafiato, unico nel suo genere. Un’esibizione fatta diistanti pericolosi e coreografie ai limiti dell’immaginabile, che pretende la perfezione. Perché per passare da una figura all’altra, da una presa con le mani a una con i piedi, si vola davvero e basterebbe ritardare di un millesimo di secondo un movimento per cadere.

Come la sequenza indimenticabile in cui Wagner afferra Marina per i capelli, li arrotola su una mano e, dopo una complessa sequenza di pattinaggio acrobatico, vola in aria con lei, vortica nel vuoto. mentre Marina finisce per tenersi in equilibrio solo usando la forza delle sue gambe che si chiudono sul piede del compagno. Una performance affascinante e pericolosa, di cui è difficilissimo descrivere la potenza sulla pagina. Una performance non adatta a tutti, che richiede competenze e abilità anche solo per essere immaginata. Figuriamoci per eseguirla.

Voglia di regalare un’emozione: cosa c’è dietro ogni performance.

“Ciò che abbiamo creato è unico”, mi dice Marina. “Il punto di forza del nostro numero è la combinazione inedita di due discipline: il pattinaggio acrobatico in coppia e le arti aeree, la fusione tra la leggerezza e la pericolosità del volo e la velocità dei pattini, eseguita con precisione e sincronia perfetta. Questo connubio dà vita a uno spettacolo visivo e tecnico unico al mondo, creando una sensazione di rischio e di libertà che affascina il pubblico, unendo tecnica estrema, fiducia assoluta e armonia tra due corpi che si muovono come uno solo con energia e dinamismo!

Le nostre sequenze sono tutte inedite, create da noi. L’ultima sequenza che abbiamo ideato [N.d.R. quella in cui Wagner afferra Marina per i capelli], non è mai stata eseguita prima in questo modo. Dovevamo creare qualcosa di mai visto prima e pensare fuori dagli schemi. Solo l’immensa fiducia e complicità che abbiamo ci può permettere di farlo. Facciamo il nostro numero senza alcuna sicurezza: non è possibile infatti usare cavi o reti, andiamo contro i limiti del corpo. E, a volte, del dolore”. 

Gli Sky Skaters tra determinazione e lavoro mentale: cosa serve per realizzare un sogno.

Lo spettatore comune rimane abbagliato dalle esibizioni mozzafiato degli Sky Skaters, ma pochi riescono a intuire la disciplina e il sacrificio a cui si sottopongono. Per Marina e Wagner vuol dire vivere mesi o anni lontani dalla propria casa, dover trascorrere molto tempo all’estero per seguire tournée e spettacoli vari, non essere accanto alle persone che amano nei momenti tradizionali come Natale e Capodanno, ma anche dover spiegare ogni volta cosa si fa esattamente per lavoro, perché, avendo scelto un percorso difficile e complicato, divergente, si viene molto spesso fraintesi o non capiti dai più.

Fin dalla nostra chiacchierata telefonica mi accorgo che le parole pronunciate più spesso sono due: lavoro mentale.

Il lavoro mentale è quell’arma che le consente di avere la concentrazione per eseguire movimenti precisi al millimetro in situazioni sempre diverse. Il lavoro mentale è anche lo strumento che serve per controllare il dolore, concetto che condividono con gli atleti sportivi ai massimi livelli. Nelle loro esibizioni, gli Sky Skaters lavorano in coppia: l’altra parola che torna molto spesso, non a caso, è fiducia. Sembra che ogni loro volteggio aereo sia qualcosa di estremamente naturale, ma, in realtà, in ogni movimento preciso al millimetro si nascondono sforzo, tensione e controllo in vista dell’obiettivo finale. Intrattenere lo spettatore con una performance che catturi sguardo e cuore. 

Le esibizioni mozzafiato degli Sky Skaters.

Gli Sky Skaters hanno partecipato ai più importanti talent show internazionali e nazionali, ambienti altamente competitivi dove un giudizio frettoloso da parte di un giudice può danneggiare la carriera. Parte del loro lavoro, mi spiega, non è solo organizzare, gestire e allestire la performance, far sì che nei 3-4 minuti di esibizione tutto proceda alla perfezione e gestire gli eventuali imprevisti (e ce ne sono), ma vuol dire anche controllare la pressione costante che viene dall’esibirsi in spettacoli live seguiti da milioni di persone, dove occorre concentrare tutte le energie per dare il massimo e creare qualcosa di straordinario.

Perché quei pochi minuti sono il distillato di cadute e di ripartenze, in cui si condensano anni di disciplina, sacrifici e rinunce, di allenamenti giornalieri che variano dalle 6 alle 8 ore.

Il lavoro mentale, ancora una volta, è quello indispensabile a riprendersi dopo gli infortuni.

A questo proposito, c’è il toccante video postato da Marina sul suo accountFacebook, in cui mostra la sofferenza, il dolore e la riabilitazione seguita agli infortuni, ma anche la tenacia e la forza di volontà che l’hanno spinta a non rinunciare al suo sogno e a tornare a volare con i pattini.  “Il nostro numero non è solo tecnica o spettacolo”, mi spiega, “è una storia di rinascita. L’anno scorso ho subito un intervento alla colonna vertebrale, e i medici non sapevano se avrei mai potuto camminare di nuovo, né tantomeno tornare al mio lavoro. Oggi, invece, volo.

Ogni volta che salgo sui pattini e mi sollevo in aria, sento che sto sfidando il destino, e che la fiducia, l’amore e la passione possono trasformare anche il dolore in arte. Anche Wagner, anni fa, ha subito un brutto infortunio: il suo piede era completamente dislocato, i legamenti rotti. Non sapeva se avrebbe potuto pattinare ancora, ha subito un’operazione a entrambi i piedi, è stato su una sedia a rotelle… ma con tanta fisioterapia e voglia di fare ha recuperato ed è tornato in pista.

Non ci siamo arresi, ci siamo stati l’uno per l’altra e tutto ciò ci ha dato forza. Questo è il messaggio che vogliamo dare: mai smettere di credere in sé stessi e di non mollare davanti alle difficoltà ma di lottare, rialzarsi e credere nei propri sogni”.

Gli Sky Skaters: ci vuole coraggio per volare, ma quando si vola si vede un panorama magnifico.

Marina è innamorata della danza da quando aveva cinque anni. Da allora prova, si perfeziona, si allena, scopre nuove discipline. Io l’ho conosciuta poco dopo e fin da allora ricordo, di lei, la passione, la determinazione che non l’ha abbandonata mai e che l’ha portata sui palchi di tutto il mondo – che ha portato gli Sky Skaters a essere visti e amati da milioni di persone.

Come accade sempre con coloro che scelgono un percorso di vita altro, deve ancora scontrarsi con la curiosità della gente e sentirsi domandare che lavoro faccia esattamente. Come se allenare il corpo affinché superi i propri limiti e compia delle acrobazie strabilianti e pericolose, ma capaci di incantare, non lo fosse. Dopo un ricco cappuccino e tanti aneddoti, ci salutiamo: Marina e Wagner devono prepararsi per la loro prossima tappa e hanno già le valigie pronte.

Mentre li vedo allontanarsi, rifletto su ciò che mi ha donato questa intervista. La consapevolezza che per essere davvero coraggiosi bisogna trasformare la paura in qualcos’altro: perché Jacqueline, o Marina, e Wagner non volano solo per loro stessi, ma per ricordarci che in un mondo dove tutti ci dicono che, se vuoi, puoi, la differenza tra realizzare un sogno e vederlo sfumare per sempre risiede nella dedizione e nella disciplina, che prendere la rincorsa e spiccare il volo è spaventoso, ma anche elettrizzante. E, quando si paga il prezzo del proprio sogno, si può godere di un panorama davvero magnifico.

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