Un decalogo di film consigliati da un’appassionata di cinema, con l’obiettivo di aprire una nuova prospettiva sul mondo. Scoprili con noi.
Il cinema è la settima arte, che il regista Gaspar Noé descrive come una reinterpretazione del mondo. O, come sosteneva Fellini, il modo più diretto per entrare in competizione con Dio. Che vi riteniate cinefili o meno, a tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di andare al cinema. Sedere al buio di una sala, veder spegnere le luci e assistere a qualcosa di straordinario.
Una storia nuova che si materializzava davanti ai vostri occhi.
Oggi, fruire dell’arte del cinema è più semplice. Anche grazie alle piattaforme streaming. Da appassionata di cinema propongo un decalogo di film che dovreste assolutamente vedere.
Questi consigli sono sia per gli appassionati di cinema, sia per coloro che cercano un film per trascorrere una serata. Si passa dai grandi classici, ai film più di nicchia, fino ad arrivare a quelli tratti da libri.

1. Titanic, storia di vite.
Regia di James Cameron, vincitore di Oscar, uscito nelle sale il 16 gennaio 1998. Cominciamo con un grande classico che probabilmente tutti hanno visto. O forse no. Mi è capitato infatti di scoprire, con mio grande stupore che non tutti hanno visto Titanic.
Non solo, alcune persone lo hanno visto di sfuggita, senza arrivare alla fine. Certo, il film è molto conosciuto, tratto da una storia vera, narra la tragica vicenda dell’affondamento del transatlantico Titanic, avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912. Se sei uno dei pochi che non ha visto Titanic ti consiglio di recuperarlo. So cosa stai per dire: “il film narra di una nave che affonda e di due che si innamorano”.
Vero, ma anche falso. Infatti, la storia d’amore di Jack e Rose, pur essendo in primo piano nel film, è solo un escamotage per racconta la Storia. La storia di una tragedia che ancora oggi ricordiamo. Una tragedia consumata per fatalità, errore umano e poca prevenzione.
Cameron in Titanic ha l’urgenza di mostrarci come far parte della prima classe o della terza classe faceva davvero la differenza. Non è solo un film su una tragedia o su una storia d’amore. È un film che attraverso immagini crude, musiche, effetti speciali, è in grado di farti entrare nel vivo di quella notte.
Vedere Titanic è vedere i macchinisti che hanno combattuto per tenere a galla la nave il più possibile, l’equipaggio trovarsi di fronte a scelte difficili, che hanno cambiato le sorti di molti, è commuoversi con degli orchestrali, è seguire gli ultimi istanti di tante persone che non ce l’hanno fatta. Se non hai visto Titanic, almeno una volta nella vita, ti sei perso un pezzo di storia.
2. L’uomo bicentenario e il conflitto tra uomo e macchina.
Uscito nelle sale italiane nel febbraio del 2000, per la regia di Chris Columbus, L’uomo bicentenario, narra la storia di Andrew, interpretato dal compianto Robin Williams, un robot domestico con spiccate doti creative. Ve lo confesso, questo è il mio film preferito.
Nel 2000 avevo quattro anni e sì, lo vidi con mio padre a quell’epoca e ne rimasi affascinata. Oggi questo film mi sembra più attuale che mai, perciò se non lo hai ancora visto, prova a recuperarlo, perché ne vale la pena. La pellicola è un viaggio, una storia di formazione che si snoda a partire dal grande conflitto tra uomo e macchina. In un’epoca in cui tutti sono portati ad avere l’ultimo modello di smartphone e si ambisce all’elettrodomestico più moderno, è bene riflettere sulla storia di Andrew. Un androide che desidera essere umano. Una macchina con dei sentimenti, forse più forti di quelli degli umani che lo circondano.
Credo che vedere oggi L’uomo bicentenario possa davvero cambiare la prospettiva che abbiamo sul nostro mondo. Ancor più che negli anni 2000, dove il futuro tecnologico sembrava ancora lontano, oggi, la storia di un robot che rincorre l’umanità sembra un’utopia, una scelta che noi umani fatichiamo a capire. Perché rincorrere l’umanità, perché desiderare una vita umana che inevitabilmente si conclude con la morte?
Forse è proprio questo il punto. L’essere umano vive e poi muore, l’androide vive per sempre, ma a che prezzo? Un film che fa riflettere sulla vita, sul tempo che passa e sull’importanza delle relazioni umane.
3. A beautiful mind e la straordinaria fragilità umana.
Per la regia di Ron Howard, giunto nelle sale italiane nel febbraio 2002, A beautiful mind racconta la storia del matematico John Nash, premio Nobel per l’economia nel 1994. Vi consiglio di non cercare la trama perché vi spoilera brutalmente tutto il senso del film. Almeno che voi non conosciate già la storia di Nash. È un film particolare, forse non adatto a tutti, ma molto intenso e introspettivo.
Non serve essere appassionati di matematica per apprezzare la pellicola, io sono la prova vivente che non è assolutamente necessario. A beautiful mind è un film che segue le vicende di John, la sua vita, i suoi studi, le sue scoperte e l’amore con Alicia. All’inizio sembra un film come tanti, ma più andate avanti, più vi accorgerete che non è così. Una storia che ti coinvolge emotivamente, che ti fa dubitare di te stesso, ma soprattutto che ci mette davanti ad un interrogativo importante.
Può una mente geniale essere capace di andare oltre i limiti matematici ma anche di rivelarsi fragile? L’interpretazione magistrale di Russell Crowe in un film che vinse l’Oscar, rende giustizia ad una figura controversa quanto interessante del ‘900.
Questa pellicola non è la semplice storia di un matematico, è un viaggio nella comprensione della mente umana, che è sempre in continua evoluzione, fragile e forte, sempre fuori dagli schemi. Se non avete visto questo film, vi consiglio di recuperarlo, perché, senza azzardarmi a fare spoiler, posso dirvi con certezza che insegna che la mente umana può fare cose straordinarie anche quando le condizioni sembrano avverse. Oltre a questo, il film, contiene, a mio parere, una delle più belle dichiarazioni d’amore che un marito può fare alla propria moglie.

4. L’attimo fuggente e la missione dell’insegnamento.
1989, regia di Peter Weir, Robin Williams ancora una volta protagonista, stavolta nei panni del professor John Keating. La pellicola racconta la storia di un professore che, attraverso metodi non convenzionali, insegna ai suoi studenti, del severo collegio maschile, a pensare con la propria testa, a ribellarsi alle autorità che li pretendono omologati e ad abbracciare il carpe diem, il cogliere l’attimo della vita con pienezza e autenticità.
Tutti quelli che hanno avuto il piacere di vedere questo film hanno pensato almeno una volta “come vorrei avere un insegnante come lui”. E vi devo dire, con tutta sincerità, che io ho avuto il privilegio di averlo. Il mio insegnante del liceo di filosofia, andava oltre gli schemi, amava aprire le nostre menti e ci aiutava ad inoltrarci nei meandri dei quesiti esistenziali. Lo stesso fa il professor Keating, con la poesia.
Questo film, oltre a mostrarci come autorità scolastica e genitoriale tendano a volte a rinchiudere le menti creative dei giovani, getta una luce chiara sul mestiere dell’insegnamento. È una missione, perché non è solo la trasmissione di conoscenze ma un mezzo attraverso cui aiutare gli studenti a costruire sé stessi con le proprie potenzialità.
Con il forte messaggio di non seguire ciecamente le convenzioni sociali, il film mostra come la cultura non è un mero calderone di nozioni, ma strumento di libertà per succhiare il midollo della vita. Se non lo avete visto, recuperatelo, anzi vi dirò di più. Se siete insegnanti o educatori, proponetelo alle vostre classi. Un film rivolto ai giovani, ma non solo, un film che evidenzia l’importanza di pensare con la propria testa e di assaporare ogni istante.
5. Una donna promettente e il senso di giustizia.
Quando a maggio del 2021 arriva in Italia Una donna promettente, per la regia di Esmerald Fennell, il dibattito fu parecchio acceso. Se non avete sentito parlare di questo thriller che cerca disperatamente di ristabilire l’equilibrio tra vendetta e giustizia, allora vi siete persi una chicca cinematografica degli ultimi anni.
La storia racconta di Cassie, una giovane donna, considerata una donna promettente per le sue capacità che ha buttato al vento le sue ambizioni abbandonando gli studi dopo un gigantesco trauma. Senza andare nel dettaglio, rischio spoiler, la pellicola è dichiaratamente femminista e con un tono spietato e sfacciato si interroga sul ruolo della giustizia nei casi di molestia e violenza sessuale. Un film crudo, con una protagonista che non guarda in faccia a nessuno.
Una donna promettente non è un film che vuole intrattenere, è un film che vuole metterti a nudo. Vuole farti sentire sporco e in colpa, perché magari tu, proprio tu che stai guardando hai fatto qualcosa, o forse hai pensato che non sarebbe stato poi così grave farlo, oppure non hai evitato che qualcuno lo facesse.
Inevitabilmente durante il film ci si trova in empatia con la protagonista, anche se probabilmente si fatica a condividerne scelte e metodi. Tuttavia questo film è tremendamente attuale, controverso e destabilizzante. Quando finisce non ti senti appagato, ma confuso, pieno di dubbi e rancore. È un film che parla esplicitamente di consenso, di violenza, di giustizia e di vendetta e lo fa senza mezzi termini, senza paure di essere giudicato. E ti lascia con un pesante interrogativo: fin dove è lecito spingersi se la giustizia non fa il suo corso?

6. Espiazione e la sospensione di giudizio.
Tratto dall’omonimo romanzo di Ian McEwan, Espiazione (Atonement), per la regia di Joe Wright è un film del 2007. Quasi interamente fedele al libro, la pellicola racconta la storia di Briony Tallis e della sua agiata famiglia, la cui serenità viene sconvolta da un tremendo episodio che comprometterà per sempre la vita dei suoi componenti. Il film, così come il libro, lascia un terrificante senso di inquietudine, che lo spettatore non riesce a colmare.
Il titolo dice già tutto. Qualcuno deve espiare una colpa. Credo che questo film sia uno dei pochi in cui difficilmente la protagonista può risultare simpatica. Inevitabilmente si è portati ad odiare Briony la maggior parte del tempo. Autore e regista sembrano saperlo. È una storia che racconta del senso di colpa. Di come una piccola, banale decisione, dettata da ingenuità ed unita ad una serie di malintesi, sia stata capace di distruggere vita e futuro di più persone.
Come espiare questa colpa? Sembra impossibile, eppure Briony tenta di farlo in tutti modi, dando alla spettatore una speranza e alle persone delle quali ha compromesso la felicità un nuovo lieto fine. Per quanto il rancore rimanga perenne per tutta la durata del film, verso la fine siamo portati a sospendere il giudizio, ad empatizzare con una bambina che forse, dopo quella scelta, ha distrutto per prima la sua di vita, portandosi dentro, per sempre, il peso della colpevolezza.
7. The Truman Show, una vita in diretta.
Nel settembre 1998 Peter Weir regalava alle sale italiane un film che ancora oggi fa molto riflettere. The Truman Show. Se non lo avete visto, anche in questo caso, vi sconsiglio di cercare la trama perché lo spoiler è dietro l’angolo. La pellicola ha un morale ben precisa, ancora oggi attuale.
È estremamente necessario esercitare il libero arbitrio, ribellandosi alla manipolazione. Con una comicità delirante, ma al contempo un lieve senso di angoscia The Truman Show celebra il coraggio di cercare l’autenticità della vita anche a costo di abbandonare un’esistenza comoda, ma falsa. In realtà, già nei primi minuti lo spettatore si rende conto di ciò che sta accadendo, divenendo in un certo senso complice di tutti coloro che stanno manipolando Truman.
Un esilarante, quanto serio Jim Carrey dà vita ad un personaggio iconico, che si ritrova ad un certo punto a dubitare di sé stesso, del suo mondo e di tutte le persone che pensava gli volessero bene.
Ancora una volta una pellicola estremamente attuale. In un’epoca in cui tutto è online, pubblico, visibile a tutti, forse è il caso di guardare questo film con uno sguardo più serio e soffermarsi a chiedersi: cosa accadrebbe se tutti sapessero tutto ciò che fai?
8. I passi dell’amore, il romanticismo puro e semplice.
Tratto dell’omonimo libro di Nicolas Sparks, I passi dell’amore è un film del 2002, per la regia Adam Shankman. È una storia ispirata alla vita della sorella dello scrittore. La pellicola segue le vicende di Landon e Jamie, lui è il classico bad boy, bulletto della scuola, sempre pronto a ribellarsi alle regole, lei la classica brava ragazza, figlia del pastore, capace di vedere il buono in tutti.
Apparentemente è una semplice storia d’amore e si può facilmente immaginare come possa proseguire la trama. Tuttavia, il film racchiude un significato profondo, che mi ha sempre colpito, per questo rientra nei miei cinque film preferiti. La fede di Jamie è per lei un’ancora di salvezza, è il motore che muove la sua vita e lei non si vergogna di essere al tempo stesso una ragazza credente, devota e un’appassionata di scienza. Quella che è il ritratto di un romanticismo semplice e forse ormai perduto, è anche una storia di riscatto, di crescita.
La pellicola ci insegna che l’amore è qualcosa di profondo, un’estensione di Dio e che i miracoli si possono scorgere anche nelle piccole cose e trovare germoglio nei cuori delle persone più impensabili. È un film che mi sento di consigliare ai giovani, quelli che non hanno tempo per la fede, quelli che non credono più nell’amore. Questo film non farà miracoli, ma forse potrà far scendere la lacrimuccia e aprire ad una riflessione autentica sul rapporto con gli altri.
9. The Others e le scomode verità.
Anno 2001, regia di Alejandro Amenábar. The Others è un soft horror, con atmosfere particolarmente inquietanti e molta suspense. La pellicola narra le vicende di Grace, una madre autoritaria, apprensiva e dei suoi due figli.
Le tematiche affrontate nel film sono molte e il ritmo della storia tiene incollati allo schermo in attesa dei colpi di scena. Il film è una critica al dogmatismo e alla fede bigotta di Grace, la quale non riesce a vedere una verità davanti ai suoi occhi.
Tutto gira intorno all’accettazione di una condizione dolorosa, che è la chiave per andare avanti. La sensibilità alla luce, di cui soffrono i figli di Grace non è altro che la metafora dell’impossibilità di scorgere la luce della verità. The Others si interroga su chi siano veramente gli altri e sulla capacità di adeguarsi al cambiamento. Il limbo di cui si parla all’inizio del film, per descrivere il luogo in cui giacciono i bambini non battezzati, è lo specchio della realtà in cui Grace si trova.
Un film particolarmente forte, per chi vuole riflettere sul dualismo vita-morte e per chi cerca una sana dose di adrenalina. È probabilmente uno degli horror meglio costruiti degli ultimi anni che, senza necessità di scene sanguinolente riesce a tenere alta la tensione e a delineare una trama significativa piena di spunti di riflessione.

10. Il diritto di contare e il superamento delle discriminazioni.
Basato sull’omonimo libro di Margot Lee Shetterly, Il diritto di contare (Hidden Figures), è un film del 2017 per la regia di Theodore Melfi. Racconta la storia vera della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson. Collaborando con la NASA, sfidando il razzismo e calcolando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11, Katherine si affermò come donna nera in un mondo di bianchi. È un film ancora fortemente attuale, nonostante sia ambientato nella ridente America degli anni ’60.
La pellicola fa riflettere sulla difficile condizione della donna nel campo della scienza, ritenuta una sfera poco consona al femminile e delle discriminazioni razziali che le lavoratrici afroamericane dovevano affrontare. Il diritto di contare insegna che non importa il sesso o il colore della pelle, quello che conta, davvero, sono le capacità. Una storia di emancipazione, coraggio che celebra il valore del talento oltre i pregiudizi. Un film che educa al rispetto e all’uguaglianza che ancora oggi sembra mancare.
Questo è il mio decalogo, ma si accettano consigli. Quali sono i tuoi 10 film da vedere che ti hanno fatto cambiare la tua idea di mondo?
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