A volte si mette qualcosa di prezioso in tasca e si scorda di averlo. Summer Pockets è la nostalgia quel qualcosa di cui si è persa la memoria.
Summer Pockets nasce come visual novel ed è stato recentemente adattato in anime (è disponibile in streaming su Crunchyroll). Il gioco, disponibile in inglese su Steam si basa sul modello di scenari multipli. In questo caso, ogni scenario è un’estate – sempre la stessa – ripetuta e ripetuta ancora.
L’estate infinita.
Summer Pockets inizia e la nostalgia che l’accompagna è palpabile già dal primo episodio. C’è qualcosa nell’aria, qualcosa di misterioso e dimenticato che si lascia dietro un gusto dolceamaro.
Hairi è un ragazzo che si ritrova a dover trascorrere l’estate in una piccola isoletta, lontano dalla città e dalla tecnologia. Non c’è nulla da fare se non girovagare per l’isola e farsi dei nuovi amici.
Ciò che crea confusione, dopo la prima manciata di episodi, è che Hairi si ritrova nuovamente da capo. La serie pare ricominciare da capo con il suo arrivo nell’isola e l’incontro con gli altri ragazzi.
Summer Pockets si rivela essere un’estate che si ripete. Un ciclo felice e malinconico al tempo stesso, in cui ogni scelta è una possibilità e ogni ricordo un tesoro prezioso da conservare (o dimenticare, forse?)
Summer Pockets.
Il loop temporale in cui è immerso Hairi si riavvolge apparentemente senza motivo, anche se, un osservatore attento potrebbe osservare delle piccole discrepanze in uno dei personaggi presenti in ogni ciclo.
Ogni estate sembra essere vissuta con l’intento di salvare la persona amata e ogni scenario coinvolge sempre di più l’osservatore, imprigionandolo tra un disperato bisogno di conoscere il mistero che si nasconde dietro questo loop infinito e l’amarezza nel constatare che ogni scenario è una scelta, e come tale cambierà la vita di determinate persone piuttosto che di altre.
Inizialmente la trama può risultare disorientante. Il loop che si ripete senza alcuna spiegazione, confonde. Inoltre, i toni delicati, le emozioni appena sussurrate, i desideri tenui che innesca non rendono Summer Pockets un anime adrenalinico. Nonostante non sia una serie per cui l’attesa per il prossimo episodio diventa straziante agonia, la curiosità di scoprire perché le estati si ripetono è il vero motore che spinge la visione.
Anime in cerca di pace.
I personaggi femminili, ciascuno portatore di una propria ferita e di un proprio desiderio, contribuiscono a costruire un racconto corale.
Le loro storie si intrecciano con quella di Hairi, che diventa il catalizzatore di questa estate infinita. La sua amnesia ciclica aggiunge un ulteriore strato di mistero e tenerezza.
Guardare Summer Pockets consapevoli che le scelte di Hairi incideranno in maniera importante nelle vite degli altri fa riflettere sull’importanza dei piccoli gesti e sull’infinito potere del destino: a volte basta posare lo sguardo su una persona piuttosto che su un’altra per cambiarne interamente il fato.
Summer Pockets non è un anime da maratona compulsiva: è stato pensato per essere vissuto lentamente, lasciando sedimentare le emozioni e accogliendo le domande che inevitabilmente emergono. Sfortunatamente, va detto che alcune di queste restano senza risposta. Probabilmente il videogioco ha una narrazione molto più esaustiva dell’adattamento anime.
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