Arriva oggi in sala Hamnet – Nel nome del figlio, il film di Chloé Xhao che racconta un lutto straziante e la rinascita grazie all’arte… e che vanta ben otto candidature all’Oscar!
Un film sull’amore e la perdita, ma anche sulla creazione, sulla potenza della scrittura e dell’arte, capace di trasformare il dolore individuale in collettivo. Hamnet – Nel nome del figlio la pellicola di Chloé Xhao candidata a ben otto Oscar, è tutto questo e molto di più. Si esce dalla sala con un senso di commozione e stordimento, le lacrime agli occhi, persino la voglia di rivedere il lavoro al più presto tanti sono gli spunti di riflessione.
Siamo sul finire del 1500. Seguiamo la storia di Agnes e William: il loro primo incontro, la nascita dell’amore, la capacità di separarsi per consentire all’uomo di poter creare a Londra e non nel piccolo villaggio di Stratford-upon-Avon; e poi ancora la nascita dei tre figli, la tragica morte di Hamnet, sicuramente uno dei momenti più toccanti del film che divide idealmente la narrazione in due parti.
Solo dopo la perdita del figlio, infatti, sentiamo pronunciare, per la prima volta, il cognome del Bardo, fino a quel momento era stato presentato come un insegnante di latino con aspirazioni letterarie.
Vederlo scrivere a lume di candela, con tanti piccoli foglietti e il pennino, restituisce allo spettatore tutto il fascino del grande drammaturgo. Il resto lo fa il Globe Theatre, ricostruito fedelmente, la prima rappresentazione di Amleto, capace di far rinascere la coppia e dar vita al sogno del bambino di lavorare con il padre e duellare sul palcoscenico.
Agnes, che donna!
La pellicola è tratta fedelmente dal libro Nel nome del figlio – Hamnet di Maggie O’Farrel, vincitrice del Women’s Prize for Fiction che è anche sceneggiatrice del film con la regista. A dominare la scena il personaggio di Agnes, la sua forza, il rapporto ancestrale con la natura, la sua abnegazione per i figli, la capacità di predire il futuro, perché “figlia di una strega del bosco”.
Quando la conosciamo si aggira con il suo animale del cuore, un falco, selvaggio come lei. L’attrice irlandese Jessie Buckley la fa vivere con un’intensità quasi straziante, recita con cuore e sensibilità, come le ha suggerito la regista Chloé Xhao. Un’interpretazione che si sposa perfettamente con quella di Paul Mescal nei panni di William, poetico padre alla ricerca della sua realizzazione, umiliato costantemente dal padre che non ne riconosce il talento.
Da vedere il ballo finale.
Recitazione perfetta, fotografia e montaggio impeccabili, Hamnet che ovviamente equivale ad Hamlet, ovvero Amleto, è una di quelle pellicole che non si dimenticano. Forte dei premi già conquistati al Golden Globe, quello per il miglior film drammatico e quello a Jessie Buckley per la miglior attrice protagonista in un film drammatico, la pellicola concorre ora con 11 nomination ai Bafta 2026, assegnati dalla British Academy of Film e Television Arts.
La cerimonia è prevista il 22 febbraio, poi verranno gli Oscar. La regista cinese, americana d’adozione, Chloé Xhao non è nuova alle statuette, nel 2021 con Nomadland ne vinse ben due, per il miglior film e come miglior regista. Ora è di nuovo in lizza. Dita incrociate per lei.
Non rimane che aggiungere una piccola curiosità, finite le riprese, sia gli attori sia l’intera troupe di Hamnet, hanno ballato insieme sulle note di We found love di Rihanna e Calvin Harris, un momento decisamente liberatorio che, purtroppo, non è stato aggiunto ai titoli di coda del film ma che spopola sui social.
Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter
Sostienici, clicca qui: PINK





Comments are closed.